Tecnica della silhouette Storia dell’arte nera ...come si nasce papirografi!

Silhouette
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TECNICA

La silhouette, mondo di carta


La tecnica del ritaglio della carta per creare silhouette è antica e universale; il mondo intero ritaglia immagini: dai cantoni svizzeri di Hauswirth alla Cina, dal teatro delle ombre all’arte moderna e contemporanea.

Sono immagini di grande suggestione sia per chi le realizza sia per chi coglie l’illustrazione; così scrive Henri Matisse: “…Non potete immaginare quanto, in questo periodo di papiers découpés, la sensazione del volo che mi sprigiona dentro mi aiuti a meglio calibrare la mano quando guida il percorso delle forbici.

È abbastanza difficile da spiegare. Dirò che è una specie d’equivalenza lineare, grafica, della sensazione del volo…” (Scritti e pensieri sull’arte, Edizioni Einaudi).

Si ritaglia, con piccole forbici dalle lame dritte e corte e i manici lunghi, per guidare nel minimo particolare l’emergere della linea del taglio. Nasce così la silhouette, un’immagine che abbandona fisicamente, progressivamente, il suo sfondo.
Roberto Mussapi commentava così i ritagli di Andersen: “…La forbice è quindi l’occhio del poeta, il raggio tagliente del suo sguardo, dopo il quale non è possibile il ritorno: l’immagine rivelata non rientrerà più nel nulla.” (“La Forbice e l’Angelo” di Hans Christian Andersen, Edizioni Cappelli). Aggiungeva Matisse: “Ritagliare nel vivo del colore mi ricorda lo sbozzare diretto degli scultori…” (op.cit.).

In effetti, il vibrante rilievo della carta ritagliata acquista un’autonomia propria, il fascino di una tridimensionalità discreta che si svela, soprattutto, per contorni di luce.
Un’immagine ritagliata con questo tipo di sensibilità sarà sempre riconoscibile da qualunque altra, anche quando riprodotta su carta senza particolari accorgimenti tecnici: il percorso scelto dalle forbici conduce, infatti, a risultati inconfondibili.